E per Malagrotta pronta una proroga di un mese. Nel nuovo sito di Pian dell'Olmo andranno solamente rifiuti trattati per i quali sarà costruita una quinta linea. Il costo di tutta l'operazione sarà di due milioni di euro. Martedì un altro vertice in prefettura
 La discarica provvisoria dove finiranno i rifiuti di Roma dopo la chiusura di Malagrotta, che forse sarà prorogata per un mese, fino al 31 gennaio del 2012, nascerà a Pian dell'Olmo, alle cave di Riano. Rimarrà in funzione per tre anni, aspettando l'invaso definitivo che si costruirà a Pizzo del Prete, nel comune di Fiumicino.
Ma a Riano non andrà il "tal quale", cioè la mondezza così come viene gettata nei cassonetti neri dell'indifferenziata. Nascerà infatti, sempre lì, nel terreno di proprietà dell'avvocato Cerroni, l'imprenditore che da trent'anni gestisce Malagrotta, una quinta linea di trattamento dei rifiuti, che produrrà combustibile per i gassificatori e selezionerà plastiche e ferro, rendendo il resto "inerte".A quel punto i quattro impianti già esistenti, due a Malagrotta e due dell'Ama, sulla Salaria e a Rocca Cencia, più il nuovo, riusciranno a lavorare tutte le quattromila tonnellate di rifiuti che Roma produce ogni giorno, mandando in discarica a Riano solo gli scarti.
Nel vertice in prefettura è stata esclusa l'ipotesi del terreno di Monti dell'Ortaccio, accanto a Malagrotta, anch'esso di proprietà di Cerroni, perché l'area è stata considerata a grande rischio, dopo il rapporto, rivelato da Repubblica, dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione ambientale. Un'altra riunione in prefettura è prevista per martedì. L'intera operazione costerà due milioni di euro.
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Durissimo il vicesindaco di Riano Italo Arcuri: "Giù le mani da Riano. Il nostro territorio lo difenderemo con le unghie e con i denti. Chi pensa di collocare la discarica post Malagrotta a Pian dell'Olmo, che solo formalmente fa parte di Roma, non ha fatto i conti con la nostra forte, determinata e caparbia volontà di difendere il territorio da questa scellerata ipotesi. Lo sappia il Commissario Pecoraro, lo comprenda una volta per tutte la Polverini e lo capisca in modo chiaro Alemanno: Riano, e la provincia di Roma, non sono una dependance del Comune di Roma e nessuno conclude Arcuri può pensare di passare sopra la nostra testa e di quella dell'intera cittadinanza, pronta a tutelare la sua salute senza se e senza ma".
E anche per Pizzo del Prete a Fiumicino scoppia la polemica. Questa volta della Coldiretti di Roma. "Siamo contrari alla scelta della zona come sito alternativo alla discarica di Malagrotta" afferma il presidente David Granieri "In quell'area si concentrano le principali aziende agricole laziali. In quel luogo vive la vera "agricoltura professionale", quella maggiormente produttiva e lì ci sono agriturismi e fattorie didattiche. Stiamo facendo di tutto per creare nuove opportunità alle imprese. Inserire una discarica in un contesto del genere, snaturando la sua vera vocazione, significherebbe danneggiare le piccole e medie imprese agricole che dovrebbero al contrario essere incentivate e tutelate in questo momento di crisi".
Fonte: Repubblica.it
Link di riferimento: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/09/29/news/discarica_a_riano_per_tre_anni_l_impianto_definitivo_a_fiumicino-22388267/


