Litorale di Roma

Zezza: "Trovare lavoro è possibile"

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L'intervista all'assessore regionale che spiega i progetti per le cosiddette "politiche attive" Sotto i riflettori i precari, gli over 45, le donne, gli immigrati, i disabili e ovviamente i giovani. Investiti circa 30 milioni di euro per favorire l'occupazione e l'emersione dal "nero".

 

È certamente un momento difficile sotto l'aspetto occupazionale. La congiuntura internazionale e l'affaticamento dei mercati, per la verità ormai da qualche tempo, hanno messo in ginocchio diverse aziende. In Italia la situazione non fa eccezione, ed in particolare al centro sud, dove l'interruzione del flusso di denaro proveniente dalla cassa depositi e prestiti ha negli anni contratto gli investimenti fino a far sparire interi comparti. Eppure il Lazio, sotto questo profilo, pur tra mille difficoltà dimostra di saper reagire. E non è «politichese», sono le stime Istat di luglio che confermano le proiezioni del bollettino Bankitalia di giugno: seppur in grande difficoltà, la Regione Lazio ha indicatori positivi sia sulla crescita del pil sia sull'aumento degli occupati; e per quest'ultimo aspetto, in particolare si segnala un'esplosione occupazione femminile. Ovvio che l'assessore regionale al Lavoro e Formazione, Mariella Zezza, sia ottimista. «In un mondo in cui tutto cambia - ci ha detto - cambia anche il lavoro. Io provengo dal mondo del giornalismo, e mi rendo conto che i giornali, ad esempio, abbiano subìto una contrazione di lettori e di investimenti. Dunque ci saranno problemi occupazionale. Al contempo però ho le percezione evidente dell'esplosione delle nuove tecnologie, e dunque guardando il panorama dall'alto vedo sì una diminuzione del numero dei tipografi, ma vedo anche un aumento del numero degli informatici, dei programmatori, degli ingegneri. Ecco, lo sguardo al mondo del lavoro deve mutare al pari delle opportunità che offre, ed è proprio questa la nostra sfida politica; siamo chiamati ad accompagnare questi cambiamenti sociali.


La crisi però è globale, non solo di settore. Dunque non è soltanto una questione di ambiti e professioni ma c'è un dato sottostante di natura economica...
«C'è un momento di crisi, è vero, ma ci si può preparare per quando sarà finito. Il mondo va avanti, e la crisi porta necessariamente ad una rigenerazione di opportunità. Il punto è trovarsi pronti a coglierle, queste opportunità. Da parte nostra cerchiamo di offrire strumenti concreti e non solo chiacchiere. Penso ad esempio all'esperimento del "Lavoro formato famiglia", un bando da 30 milioni di euro che ha permesso un incremento sostanziale proprio dell'occupazione femminile registrato poi da Bankitalia».


Insomma non solo c'è la luce in fondo al tunnel ma non è nemmeno poi così buio...
«Non intendo sottovalutare i drammi personali di quelle famiglie che si ritrovano senza un lavoro stabile, ma voglio dire che il mercato è vivo e che nuove prospettive possono essere aperte. A Latina, tanto per darle un dato, abbiamo registrato 57.000 imprese in più nei primi sei mesi dell'anno».


Mi perdoni se insisto, ma uno degli sbagli attribuiti alla politica è proprio l'aver sottovalutato la situazione di emergenza...
«Certo che ci sono anche le aziende in crisi, ma su questo versante stiamo lavorando. Intanto con le politiche passive, con la cassa integrazione in deroga. A questo proposito mi permetta una precisazione: qualche sindacato lo scorso gennaio lanciò l'allarme sul fatto che non avremmo avuto i soldi per coprire la spesa, mandando in ansia decine di famiglie. E invece 210 milioni di euro sono arrivati, perché il Ministero ce ne ha assegnati 150 e il resto viene finanziato da noi. Quando parlo di ottimismo mi riferisco proprio a questo: saper guardare avanti cogliendo le opportunità che man mano si creano, senza gettarsi nella disperazione che non porta a nulla».


Dunque l'importante, come diceva con una cupa ironia Marcello Marchesi, è che la morte ci trovi vivi...
«Nei momenti di difficoltà bisogna saper reagire, e compito della politica è fornire gli strumenti per farlo. Oggi anche chi è assistito decide di non rimanere passivo: ne è un esempio il progetto pilota dei "Tirocinanti della giustizia", 1,5 milioni di euro per 500 lavoratori svantaggiati incaricati di prestare servizio presso gli uffici giudiziari. Lavoratori a tutti gli effetti, tanto che speriamo di poter replicare il progetto anche con altri ministeri per aiutare il reinserimento di altre figure professionali specializzate».


Nel mondo del lavoro di oggi non può più esserci attenzione solo per i giovani...
«I cambiamenti sono più pesanti per gli over 45, certo. ma vorrei ricordare che il Lazio è l'unica regione italiana ad aver recepito le linee guida di Europa 2020 nel documento Lazio 2020, pescando nel fondo sociale europeo risorse destinate proprio a quella fascia d'età. Basti ricordare il bando Pro.di.gio, "Professionisti (diciamo) giovani", da 2,5 milioni di euro».


Non crede che troppo spesso si confonda la parola "formazione" con "occupazione", dando per scontata che la prima porti alla seconda?
«La formazione presuppone l'esistenza di una fase in cui si impara, ma certo può accompagnare un percorso di ricollocamento, o meglio di ri-lavoro, come mi piace chiamarlo. Non c'è garanzia di trovare un posto, come d'altronde nella vita di tutti i giorni, nel percorso universitario o di specializzazione. ma c'è però la consapevolezza di apprendere competenze che potranno essere spese in settori ancorano saturi e in pieno sviluppo. E non è poco».


Come definirebbe la sua missione politica attuale?
«Lavoro per programmare un futuro dove non debba occuparmi di vertenze e disoccupati».

 

Fonte: Il Tempo

Link di riferimento: http://www.iltempo.it/cronaca_locale/2011/09/04/1283042-zezza_trovare_lavoro_possibile.shtml

 
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