La società compie molti passi avanti ogni volta che una donna ha la possibilità di esprimere le sue tante capacità . Questo succede più spesso rispetto al passato, è vero, ma c'è ancora tanto da fare perché le nostre potenzialità vengano riconosciute e valorizzate. La nostra sensibilità , la nostra attenzione, la nostra dedizione, sono doti che ci contraddistinguono e che fanno dell'universo femminile una fonte inesauribile d'idee. Idee che riusciamo anche a metterle in pratica, ogni volta che ce ne viene data la possibilità .
Sono felice di poter testimoniare direttamente in questa occasione speciale, insieme alle Zontiane, impegnate a difendere la dignità della donna e la parità in tutto il mondo, i primati della Regione Lazio che al suo vertice vede Renata Polverini, la prima donna in Europa ad aver guidato un sindacato e la prima donna a diventare, appunto, presidente di questa Regione. Io lavoro con orgoglio a capo dell'Assessorato al Lavoro e Formazione e altre tre donne guidano assessorati di particolare rilevanza, come la cultura, l'agricoltura e l'istruzione. Anche nel Lazio molte donne s'impegnano ogni giorno per combattere quei pregiudizi che le escludono dai ruoli di potere e importanti segnali di cambiamento stanno già arrivando a seguito di tale impegno. Alcune nomine per importanti ruoli, nei mesi scorsi, riguardano donne. Mi piace ricordare quella di Donatella Visconti a capo di Banca Impresa Lazio, ed è la prima donna in assoluto in Italia a guidare un istituto di credito, quella di Monica Lucarelli come presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell'Unione degli industriali e delle imprese di Roma, quella di Gabriella De Michele direttrice regionale dell'INPS Lazio. L'8 marzo scorso, in occasione della festa della donna, celebrata in Regione con una serie di iniziative e con un pacchetto di provvedimenti adottati quel giorno dalla Giunta Polverini per sostenere l'occupazione femminile, abbiamo invitato alcune eccellenze femminili della nostra Regione per far conoscere le loro storie di successo e di affermazione a oltre 200 studentesse delle scuole superiori. E' stato bello e sorprendente rendersi conto di quale elevato contributo esse apportino ogni giorno allo sviluppo e al progresso del nostro territorio. Tra loro c'era anche la Dott.ssa Sonia Albanese, che saluto e ringrazio per il suo costante impegno. C'erano la diplomatica Emanuela D'Alessandro, neo ambasciatrice italiana in Croazia, Simonetta Di Pippo, astrofisica e prima direttore donna dell'Agenzia Spaziale Europa, poi docenti, donne magistrato come Maria Teresa Poli e una donna giovane donna e mamma Comandante della Compagnia Carabinieri di Tivoli, Manuela Rocca. Anche a livello nazionale negli ultimi tempi le cose stanno cambiando sensibilmente. Abbiamo finalmente una donna ai vertici Rai, Lorenza Lei, una alla vice direzione generale della Banca d'Italia, Anna Maria Tarantola, Linda Laura Sabbadini direttrice Centrale dell'Istat e tante altre illustri figure apicali. Lo scorso 3 settembre la professoressa Marta Cartabia è stata nominata Giudice della Corte Costituzionale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, mentre poche settimane dopo Luisa Begnozzi è stata la prima donna nella storia chiamata a presiedere l'Associazione Italiana di Fisica Medica. Un trend assolutamente politico, confermato anche dall'imminente nomina della professoressa Angela Bracco, che sarà non solo il primo italiano alla guida di un comitato scientifico europeo di fisica nucleare, ma anche la prima donna in assoluto ad avere questo incarico. Oggi le donne si laureano più degli uomini e studiano di più a tutti i livelli. Il tasso di scolarità femminile supera infatti quello maschile del 28%. Considerando la popolazione di età 30-34 anni, è proprio il Lazio la regione con la più alta percentuale di donne in possesso del titolo di studio universitario considerato che è il 32,3% ad averlo, contro una media italiana del 23%. Il dato è ancor più rilevante se si considera che nelle altre regioni la soglia psicologica del 30% risulta essere ancora un traguardo inavvicinabile, visto che le regioni che dopo il Lazio presentano la più alta percentuale di donne laureate - Umbria (28,8%), Abruzzo (28,5%), Emilia-Romagna (27%) e Toscana (26,8%) - ne sono ancora largamente al di sotto, come ha rilevato il I° Rapporto che abbiamo commissionato al Censis sulle donne al lavoro nel Lazio. A livello nazionale, le italiane sono tra le lavoratrici autonome d'Europa la pattuglia più nutrita, cioè 1,5 milioni contro 1,2 milioni della Germania e 767 mila della Francia. Si iscrivono più degli uomini anche in facoltà universitarie come ingegneria e medicina che fino a pochi anni fa vedevano nelle classi praticamente solo iscritti maschi. Sono aumentate le donne nella Pubblica Amministrazione, nella Magistratura. Metà degli avvocati è donna. Anche se, come sappiamo bene, c'è ancora un forte ritardo rispetto ai ruoli di vertice e alle posizioni direttive. Mi fa piacere sottolineare come pochi giorni fa, il 7 ottobre, il Nobel per la pace sia stato assegnato a 3 donne. Anche nell'economia, nonostante le inevitabili ripercussioni della grave crisi internazionale in atto, il contributo femminile è in forte espansione. Gli ultimi dati dell'Osservatorio sull'Imprenditoria Femminile di Unioncamere hanno registrato da parte della Regione Lazio un risultato senza precedenti: abbiamo infatti dato il maggiore contributo alla crescita delle imprese "rosa" nell'ultimo anno con la nascita di oltre 2 mila imprese femminili sulle circa 9 mila nuove aziende nate a livello nazionale. Sappiamo bene, ovviamente, che questo non basta e che la strada è ancora lunga. Troppe donne sono ancora escluse da ruoli tradizionalmente ricoperti da uomini e molte non lavorano per ragioni di carattere familiare, tra cui maternità , esigenze di prendersi cura dei figli o di persone anziane. Per questo uno degli obiettivi principali della Giunta Polverini è promuovere l'occupazione femminile e facilitare la conciliazione dei tempi tra vita privata e professionale. Siamo infatti la prima Regione ad aver aderito alla Carta per le Pari Opportunità e l'Uguaglianza sul lavoro promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero per le Pari Opportunità . In questi primi 18 mesi abbiamo messo in campo idee e risorse per  migliorare la qualità della vita delle donne e favorirne, quindi, il percorso professionale, per consentire loro, fino ai vertici più alti, parità di condizioni effettive. Rendersi conto di quanto le donne valgono, anche nei campi fino ad ora rimasti ad appannaggio degli uomini, ci spinge a fare sempre di più perché non ci si fermi all'affermazione in un concorso, seppur importante, o al conseguimento di premi o lauree con voti eccellenti. Molte donne hanno bisogno del sostegno concreto da parte delle Istituzioni per essere messe nelle condizioni di dare di più. Perché le donne, portando avanti lavoro e famiglia, fanno di più. Sono necessarie delle politiche attive e delle strategie di genere come quelle che stiamo introducendo e che hanno già portato i primi risultati concreti. Bandi, avvisi e sovvenzioni sono gli strumenti che abbiamo pensato per la famiglia e per le donne in particolare. Qualche mese fa ho firmato la prima direttiva assessorile della storia della Regione Lazio per garantire, in ogni attività posta in essere dagli uffici, che il 40% delle risorse fosse destinato ad un genere. Oltre, ovviamente, a tante iniziative dedicate proprio al tema della conciliazione, per il quale abbiamo già stanziato circa 50 milioni di euro. Tra queste mi piace citare "Lavoro Formato Famiglia", un avviso del valore di 10 milioni di euro con il quale finanziamo le aziende che vogliono realizzare progetti per consentire ai propri dipendenti un innalzamento della qualità della vita, in funzione degli impegni familiari. Tante le iniziative già realizzate e ancor di più quelle che abbiamo in progetto per i prossimi mesi. Nel Lazio, in Italia e nel mondo intero le donne non possono restare nell'ombra o fermarsi ad un gradino dal vertice. Ma sono le donne, prima di chiunque altro, a dover fare di tutto perché non ci siano trattamenti diversi e ruoli già assegnati solo in base al genere.Â
Mariella Zezza, Assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio
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Fonte: Regione Lazio


